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CACCIA  DI  SELEZIONE

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per gli amici del cervo vedi sezione  foto


Museo della fauna selvatica

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La caccia oggi

Nei paesi industrializzati invece la caccia viene praticata principalmente come attività ricreativa oppure finalizzata allo scopo di commerciare il ricavato della cattura o dell'abbattimento degli animali. Solitamente i cacciatori ritengono che passare del tempo all'aria aperta, in ambienti relativamente selvaggi e lontano dai sentieri più frequentati, sia una parte essenziale dell'attività venatoria. Essi ritengono inoltre che la carne degli animali selvatici sia più saporita e abbia un gusto diverso rispetto alla carne degli animali d'allevamento. Il cacciatore moderno può essere anche motivato dalla collezione di trofei di caccia. Normalmente le leggi stabiliscono il compimento della maggiore età per la pratica dell'attività venatoria, anche se in alcuni paesi, come negli Stati Uniti. e in Canada, è sufficiente aver raggiunto i 16 anni. La caccia praticata come attività ricreativa o commerciale è oggi criticata da molte associazioni per i diritti animali le quali sostengono che tali attività violano il diritto fondamentale alla vita degli animali cacciati.

La caccia oggi può avere anche un ruolo nella gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la popolazione di una certa specie all'interno delle capacità di sostentamento dell'ambiente ecologico. In molti paesi occidentali,  ed ecologi partecipano alla scrittura delle norme di regolamentazione della caccia in modo che il numero di animali da abbattere e i metodi permessi garantiscano la preservazione della fauna selvatica







In Italia il numero dei cacciatori è in progressiva diminuzione, passando dai 1 701 853 del  1980(3,0% dell'allora popolazione italiana) ai 751 876 del 2007  (1,2% dell'attuale popolazione italiana) con un calo netto del 55,8% (57,9% in rapporto alla popolazione italiana). Attualmente la maggior parte dei cacciatori ha un'età compresa tra i 65 e i 78 anni, e l'età media è in aumento a causa del mancato ricambio generazionale

BENVENUTO NEL NOSTRO SITO

IL PRESIDENTE
Gianni. G.

Benvenuto nel nostro sito, siamo vicino all'apertura della nuova stagione
e un in bocca al lupo è doveroso.







IL NOSTRO GRUPPO














Il comune di Sansepolcro si trova in provincia di Arezzo, in prossimità del confine con l'Umbria. Terra natia del celebre pittore Piero della Francesca, del quale si conserva ancora la casa, Sansepolcro offre ai suoi visitatori le bellezze architettoniche del Palazzo delle Laudi, della Fortezza Medicea e della Cattedrale Romanica.L'origine della città, che ha una popolazione di circa 15000 abitanti, si perde nel mito. La leggenda narra che Sant'Arcano ed Sant'Egidio, due pellegrini di ritorno dalla Terra Santa, si siano fermati in questi luoghi spinti da un prodigioso segno divino. Vi hanno perciò costruito la cappella nella quale avrebbero posto le sacre reliquie recuperate a Gerusalemme. Il borgo medievale, secondo la tradizione, si sviluppa in seguito attorno all'edificio sacro.A parziale conferma di questa ipotesi, Sansepolcro è citata da numerosi storici medievali con l'appellativo di "novella Gerusalemme". Di certo si sa che nell'Alto Medioevo l'area sia stata un feudo dei monaci camaldolesi, un ordine fondato da San Romualdo intorno al Mille. Nel 1163 Sansepolcro si è però già costituito come libero comune, avviando una lotta secolare per preservare la sua autonomia dalla pressione di Arezzo, Perugia e Città di Castello.L'epoca delle grandi battaglie tra guelfi e ghibellini coinvolge direttamente Sansepolcro. Dalla città, nel XIII secolo, partono gli abati biturgensi che si contendono il dominio del territorio di Pieve Santo Stefano con il vescovado di Arezzo e le fazioni guelfe di Firenze e Perugia. Nel corso degli anni, numerose famiglie aristocratiche ghibelline si avvicendano al potere nella città: prima il condottiero Uguccione della Faggiola, poi i Tarlati, legati alla curia aretina, e i Malatesta.Nella prima metà Quattrocento afferma il suo potere sul borgo anche lo Stato della Chiesa. Sansepolcro è però ormai predestinato a cadere in mano fiorentina. Dopo aver dato rifugio e una base militare sicura alle truppe viscontine di Niccolò Piccinino, Sansepolcro viene conquistata da Firenze, all'indomani della vittoria di questa nella battaglia di Anghiari. È il 1441 e da questo periodo in poi Sansepolcro lega la sua storia a quella della Repubblica Fiorentina prima e del Granducato di Toscana poi.Nel XVI secolo Sansepolcro, eretta a sede vescovile nel 1520 da Papa mediceo Leone X, tocca l'apice del suo splendore economico. In quell'epoca il comune si fregia di gran parte del suo attuale patrimonio architettonico, dal cannoniere di Buontalenti alla fortezza realizzata da Giuliano Sangallo. Attraverso le vicende del Granducato sotto i Lorena, Sansepolcro vive l'occupazione napoleonica di fine Settecento, la restaurazione del 1815 e infine l'Unità d'Italia del 1860.













 
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